venerdì 11 novembre 2016

12 giorni in Scozia, Thurso e Whaligoe Steps ~ la Scozia di cui nessuno ti parla


~ itinerario di 12 giorni in Scozia: day 8 ~


Salgo nuovamente sul bus giallo e blu della Citylink, ormai quasi mi sento a casa su questi bus sgargianti che solcano le strade della Scozia in ogni direzione, tra un po' potrò mettere una targhetta con un bel "proprietà privata" su un sedile a mia scelta.
La meta questa volta è la fine della Scozia, il confine ultimo (isole escluse) di questa terra, la città di Thurso che sebbene da queste parti sia il centro abitato più grande è in realtà davvero piccolina, poco più di 7000 abitanti, poco da vedere e spiagge affacciate su un mare gelido e ventoso.
Non ha la fama né la ricchezza di Glasgow.
Non ha la bellezza né la gioia di vivere di Edimburgo.
Beh, a questo punto potreste legittimamente chiedervi: "ma allora tu che ci sei andata a fare?".
Sebbene si parli pochissimo di Thurso o dei Whaligoe Steps e della zona in generale a questa domanda in realtà posso rispondere con ESTREMA facilità...

Un primo motivo non affatto trascurabile è che il tratto di strada che il pullman percorre da Inverness a Thurso è semplicemente meraviglioso, un incastrarsi di paesaggi di una bellezza che un po' ti spezzetta e che ti fanno capire cosa davvero sia questa terra.
Le ruote macinano chilometri, da quella che ormai è la mia prospettiva preferita ad ampio raggio, l'altezza del bus, lei sola mi permette di capire che dove c'è nulla la Scozia più si rivela.
E da queste parti sul serio c'è davvero poco, pochissimo, quel poco che non è brutto, non è desolato, ma bello senza troppi fronzoli, troppe smancerie, un verde sterminato nel vero senso della parola, perché niente si frappone tra l'occhio e l'orizzonte, prati senza fine, qualche sparuta casetta, greggi e poi senza preavviso immense pale eoliche che sembrano gigantesche girandole posate sull'erba da giganti invisibili.
Complice la giornata ballerina, scruto la Scozia al di là del finestrino prima ammantata da una fitta nebbia, con un cielo trapuntato e poi ancora limpidissimo.

Un secondo e direi fondamentale motivo è che Thurso è un'ottima base per esplorare tutto l'estremo nord della Scozia, da qui si possono facilmente raggiungere in pullman i Whaligoe Steps e anche Jonh O' Groats da cui partono i traghetti per le Orcadi e se si è fortunati percorrere in bus la strada che porta fino a Durness (quando ci sono stata io il tratto di strada era chiuso perché impraticabile).
Tutta questa zona è un vero trionfo di paesaggi, la magnifica vittoria della natura, spiagge, scogliere, animali, grotte, poca rispettosa popolazione. Se amate questo tipo di scenari avrete davvero la sensazione di essere nel posto giusto.


























































































































Arrivati a Thurso scopriamo che il nostro ostello è l'ennesimo posto strambo, e riflettendoci bene c'è stato mai fino ad ora un posto normale tra quelli prenotati?
a Glasgow non esisteva, a Edimburgo stava nella navata di una chiesa, a Inverness era nel mezzo del bosco e non vi ho ancora raccontato dell'ostello degli sballuni (in arrivo prossimamente su questi schermi) ... forse è meglio se non ci ripenso.
Comunque l'ostello in questione si trova al secondo piano di un fast food a gestione familiare, i cui proprietari sono anche i proprietari (provate ad indovinare) dell'ostello.
Le scale per le camere sono così impregnate di odore di fritto che neanche passando sotto le cascate del Niagara riusciresti a levartelo di dosso, le stanze però, devo riconoscerglielo, si salvano dalla svampazza tossica.
Oltre al fatto che il pavimento della nostra camera ha una strana pendenza, sorpresa delle sorprese, scopro che i materassi sono riempiti di paglia ... ora so come si sentiva Heidi quando si faceva il letto con i sacchi pieni di fieno per dormire nel sottotetto del vecchio dell'alpe (certo che potevano darmi anche Fiocco di Neve incluso, o il pacchetto completo o niente).
Sorvoliamo, sono esperienze di vita anche queste suvvia suvvia, e poi l'ho pagato poco, mica posso avere pretese, e SOPRATTUTTO mi fanno lo sconto sul menù bambini (che è la versione porella dell'happy meal) se mangio al piano di sotto, perciò abbraccio l'Heidi Style e muta.

La vera domanda comunque resta una, a Thurso che cosa non bisogna perdersi?
Eh sì, perché anche in questa ridente cittadina con la vitalità di un ottantenne sciancato ci sono un paio di luoghi davvero interessanti:
la St Peter's Kirk.
il Museo dedicato alla città che in realtà è anche l'infopoint ed è anche il negozio dei souvenir (a Thurso il multi-tasking è un'arte tramandata fin dall'epoca dei celti),
il castello medievale da cui si ha una stupenda vista della baia,
la spiaggia meta di surfisti
e la Victoria Walk che con 3 km di camminata vi porta fino a Scrabster, microscopico porticciolo caratteristico fatto di casette colorate che si affacciano direttamente sull'acqua, anche qui lungo il percorso potrete ammirare stupendi paesaggi.

Thurso è silenziosa, modesta ma in qualche modo estremamente accogliente, semplice, genuina, una Scozia diversa da quella precedente, con ritmi diversi, un modo di essere diverso, è la Scozia di cui nessuno ti parla, perché gli scozzesi stessi che vi abitano sono pochi e molto uniti.
Una delle immagini più belle che ne conservo, se ci ripenso, è lo strano fenomeno della luce solare alle 11 di sera, un bagliore celeste e iridescente contro la parte di cielo ormai scura.



















Al museo-infopoint-negoziodisouvenir, che potete raggiungere in ben 5 minuti a piedi dall'ostello, attraversando il piccolo ma colorato centro città, troverete un gruppo di simpatiche vecchiette locali che potranno darvi indicazioni riguardo qualsiasi escursione desideriate fare.
Dal canto nostro ci accaparriamo numero di bus e orari di andata e ritorno per e da i Whaligoe Steps, un monumento storico piuttosto unico nel suo genere la cui entrata è gratuita.
Si tratta di 365 scalini scavati direttamente nella scogliera scozzese che ne discendono i 250 metri di altezza per condurre al porto naturale di Whaligoe Haven.
Gli scalini si suppone siano stati scavati per la prima volta nel 1769, con la configurazione attuale risalente invece a una ventina di anni dopo. Il porto veniva utilizzato per il trasporto di sale e per la pesca, attività che ha visto il declino solo intorno agli anni '50 e che è però stata portata avanti dall'ultimo pescatore di Whaligoe fino agli anni '60. Quasi 200 anni di attività per questo minuscolo e impervio porticciolo disperso tra la enormi scogliere di Scozia.

Il paesaggio è unico tanto quanto il luogo che lo racchiude, si cammina fino alla punta della scogliera, se ne scende il fianco ripido e poi ci si ritrova ai piedi di quetso gigante di roccia, là dove ci sono i resti del magazzino del sale e di attività commerciali umane, gli unici altri turisti sono una coppia di locali che approfitta del bel tempo per fare una passeggiata.
Una pace di quelle rare e quasi inverosimili, quando mi sdraio sul prato antecedente la spiaggetta a prendere il sole.
Mi piace il mare che sussurra in sottofondo, mi piace la brezza tiepida, se sollevo gli occhi al cielo lo sguardo mi si riempe della parete di roccia altissima piena di fiori, erba alta e muschio che poi dovrò risalire.
La zona, tra rocce e scogli per giungere poi fino alla riva, può essere esplorata in piena libertà, e fondamentalmente con un po' di criterio e le dovute attenzioni ci si può arrampicare ovunque.














































In cima alla scogliera, poco prima dell'inizio dei Whaligoe Steps trovate due piccoli edifici in pietra. Il primo, accompagnato da un giardino e un orticello colorati, è la casa del nipote dell'ultimo pescatore di Whaligoe, il quale ci mostra alcune foto del nonno e incomincia a raccontarci la storia della sua vita e di come aiuti a mantenere gli scalini puliti da i segni del tempo e soprattutto dalle erbacce. 
Il secondo invece è un accogliente tea room, costruita proprio sul limitare della scogliera, la vista è spettacolare e potete fermarvi per una buona tazza di tè o cioccolata calda accompagnata da una fetta di cheese cake. Cibo e vista mozzafiato cosa si può volere di più? 







































































Se questo post ti è piaciuto qui puoi trovare il resto dell'itinerario di 12 giorni in Scozia 
→ Glasgow ~ day 1 & 2
→ Edimburgo ~ day 3, 4 & 5
→ Aberdeen e Dunotter Castle ~ day 6
→ Inverness e Loch Ness ~ day 7 



Sei mai stato nell'estremo nord della Scozia? 
Ti piacerebbe visitare questa regione? Raccontami le tue esperienze nei commenti? :D 



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Ci vediamo alla Prossima Fermata  ⊂(。・ω・。)⊃ 



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