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mercoledì 1 febbraio 2017

Visitare il Museo dello Studio Ghibli: il regno dei sogni e della follia


l'importanza di credere nella potenza dei sogni e abbandonare la concretezza delle convenzioni 





























intervistatrice: "Quindi può dire che è il film che si lascia creare da lei?"
Miyazaki: "Sì, si può dire così ... il film è un essere vivente" 

è questa la frase che più mi è rimasta impressa guardando il documentario dedicato allo Studio Ghibli dal titolo "Il regno dei sogni e della follia". 
E' quasi come se per Miyazaki ci sia qualcosa di ineluttabile nella creazione dei suoi film, un processo in cui sono i disegni, le immagini, i cartoni, ad arrivare a lui, a concedersi, a permettere di essere plasmati, e solo dopo un lungo processo, svelati al mondo. 
Miyazaki, che è un narratore e come tale racconta, trasmette, lascia liberi di esprimersi questi suoi film d'animazione, creature vibranti, piene di magia, nostalgia, dolore, ricolme della bontà ingenua dell'infanzia e al tempo stesso, anche, della crudeltà dell'essere umano.

Sono esseri di matita, colore, carta, schiusi ancora dal lavoro sempre manuale e non digitale, come ormai raramente accade, sono l'amore immenso di una persona per il proprio lavoro. 
E io lo avverto, sento tutto ciò, la dedizione, l'ineluttabilità del processo creativo, l'immaginazione incontrollata e incontrollabile, il fluire di storie che hanno bisogno di essere viste e provate, non solo per bambini, ma universalmente. 
E' questo che fa lo Studio Ghibli e lo so, sembrerà banale, ma mi commuove, mentre vedo il documentario, mentre guardo uno dei tanti capolavori di Miyazaki, mentre si dipana il percorso espositivo del Museo
Un regno di sogni e follia lo hanno chiamato, giustamente, tanto effimero quanto impensabile eppure così incredibilmente capace di porgere al prossimo un momento in cui credere che l'impossibile sia davvero possibile. 

martedì 24 gennaio 2017

Terme e Collina del Castello di Budapest: una torta con la principessa Sissi, la miglior vista sul Parlamento e il bar di ghiaccio


~ itinerario di 1 settimana in Ungheria: day 3 ~



















Una Budapest forse un po' più classica mi attende oggi fuori dalla porticina del mio appartamento appena decentrato, giù oltre la via sgangherata ricoperta di edera, i piccoli appartamenti interrati di una zona povera e di ospedali, superato il parco botanico, il gabbiottino del fioraio e quello dei libri usati, passato il chiosco di langos che giusto fuori la fermata Klinikak riempie di fritto l'aria già alle 8 di mattina. 
Una Budapest più classica è vero, ma che ai mie occhi di neofita dell'Ungheria riserva pur sempre un'infinità di sorprese e nuove possibilità di esplorazione. 
D'altronde chi mai, durante la prima visita di una città, potrebbe esimersi dal percorrerne anche gli itinerari più battuti? 
Se sono i più battuti ci sarà pur sempre un motivo, e anche nel classico, nel tradizionale, nel bello che tutti vogliono vedere e raggiungere, si possono pur sempre trovare nuovi spunti, nuovi dettagli e da essi dare forma e consistenza a una propria personale opinione e alle proprie (ancora più personali) emozioni. 
Quella che mi aspetta fuori è poi, e forse soprattutto, quella Budapest che, nel suo essere città d'arte, storia e cultura, tra gli edifici tradizionali e indubbiamente bellissimi, accoglie tutti quei dettagli folli, inaspettati e bizzarri, che la rendono a pieno titolo grande capitale europea dall'anima irriverente. 


martedì 10 gennaio 2017

Un passo fuori Londra: Castello di Windsor e Kew Gardens ... parola d'ordine VERDE


~ itinerario di 8 giorni a Londra: day 2 ~


















Basta un passo solo, giusto un passo, appena al di là del grande centro, che in realtà a ben guardare è un agglomerato, una stretta unione di tanti infiniti piccoli centri.
A Londra, come a Tokyo, e forse come accade in tante altre metropoli, ciò che è centrale si allarga, si moltiplica, senza trovare confini netti.
Sollevo lo sguardo, compio un passo e ciò che è naturalmente periferico mi viene incontro.
In una Londra tanto grande quanto mutaforma, anche nella periferia, nel confuso insieme che vive oltre la zona 1 e la zona 2, si annidano centri-non centrali di unica bellezza.
E mentre nel suo stomaco, nel suo cuore, Londra mi è apparsa come una città multicolor traboccante di vita e frenesia (ve ne parlo in questo post), nelle sue braccia e nelle sue gambe, negli arti più lontani da quel rimescolio variopinto, sembra essersi concessa il privilegio di un unico colore.
Ha messo guanti e scarpe VERDI, un verde di quelli accesi, quello dei prati grassi di pioggia, dei boschi abitati dai cervi, delle palme lussureggianti, delle ninfee ricche d'acqua.
Nuovamente a discapito di tutti i preconcetti che le pendono sul capo.
Londra grigia? Ma quando mai!! 

E con un passo mi preparo a visitare Windsor e Kew Gardens, mi lascio alle spalle il mondo in technicolor e mi immergo tutta completamente nel VERDE...


martedì 27 dicembre 2016

Pensieri di fine anno: l'arte di amare il Giappone, 来年


~ del perché ho deciso di trasferirmi in Giappone ~

























C'è qualcosa di speciale nelle mattine di Tokyo, qualcosa di incommensurabile per me, qualcosa di drasticamente indefinibile e al tempo stesso dolorosamente buono.
E' il sole che si alza, che qui assume una tonalità bianca e lucida, tanto cristallina da farmi pensare alla rinascita, al pulito immacolato di una sala chirurgica, come se con l'alba il mondo potesse giustamente riempirsi di bontà, dare un colpo di spugna al sudiciume della notte e colmare me di gioia e aspettative talmente grandi da poterle a stento afferrare, è il dono che questa città mi concede, qui e ora a Tokyo, come in nessun altro posto al mondo.
Sulle superfici lisce di case e palazzi, sulle mattonelle e sui vetri cangianti, raggi sparsi si stendono sulle guance pallide di una Tokyo che sbadiglia, dopo una notte ubriaca di luci al neon e bevute in izakaya fumosi.
Lo so perché sono le 6.00 del mattino e sto camminando per le strade praticamente deserte di Nippori, in uno degli ultimi giorni in terra giapponese.
Il sole sta sorgendo e pare prendermi una stretta al cuore.

C'è tutta questa luce intorno a me e un immenso, profondissimo silenzio.


venerdì 23 dicembre 2016

12 giorni in Scozia, Isole Orcadi ~ la Scozia selvaggia che narra storie vecchie di 8500 anni


 ~ itinerario di 12 giorni in Scozia: day 9 ~


















Orcadi, il punto più a nord mai toccato in tutti i miei viaggi.
Un luogo dove, incredibile ma vero, vivono più capi di bestiame che persone.
Circa 70 isole (di cui solo 20 abitate) contese tra Oceano Atlantico e Mare del Nord.
Tanto battute da venti gelidi quanto impregnate di colori accesi.
Se prima avevo pensato che il nord della Scozia fosse poco abitato e sperduto è perché ancora non ero stata qui: chilometri di prati verdi e nient'altro, giusto qualche sparuta fattoria ogni tanto, e solo 3 grossi centri abitati (di cui il più popoloso ha comunque meno abitanti del paesino di campagna in provincia di Torino in cui abito io, così, giusto per darvi un'idea).
La voce di queste isole è tutto un frusciare di vento, ondeggiare di erba alta, sospingere di mare, tolto il rumore umano, resta questa terra lontana da tutto e da tutti
Le Orcadi, vanno prese così come sono, antiche, selvagge, spianate dai venti, difficilmente adattabili alla comodità umana, eppure con i loro discorsi, di impeto e natura, rivelano storie vecchie di 8500 anni ...

mercoledì 14 dicembre 2016

Budapest itinerario a piedi: da Piazza degli eroi ai langos, dalle scarpe ai Ruin Pub


~ itinerario di 1 settimana in Ungheria: day 2 ~






















Budapest è una città raccolta, a misura d'uomo.
Ho pensato, studiandone la mappa, di attraversarla ed esplorarla a piedi, per starle più vicina, per conoscerla meglio, un tour sulle mie gambe per sentire i muscoli un po' indolenziti e la soddisfazione fisica e totalmente concreta che solo il visitare una città riesce a darti.
Camminare, deviare, fermarsi, salire, scendere, toccare, provare, una Budapest assaggiata nel profondo delle sue vie, talvolta lunghissime, talvolta no, talvolta deserte, talvolta assurdamente stipate, osservata passo passo, scoprendo i miei scorci preferiti, alcuni localini meravigliosi e perfetti per una colazione golosa o una merenda rilassante, annotando i colori del Danubio che blu lo è per davvero, dei tram gialli, dei ponti verdi, del rosso dei peperoncini di paprika, che spuntano appesi senza preavviso negli  angoli di qualche negozio...

sabato 3 dicembre 2016

Londra multicolor: tutti i mercati di Camden, una caccia al tramonto su Primrose Hill e binario 9 e 3/4


~ itinerario di 8 giorni a Londra: day 1 ~





Fumo di Londra, una variante di grigio che sfuma in maniera pungente verso il color cenere, proprio quel grigio vischioso di cui uno si immaginerebbe ammantata la capitale inglese: spesso e denso riflesso nel cielo, nelle strade, negli edifici dal viso incavato,
Osservandola però, potrei dire che Londra abbia quel qualcosa, quel qualcosa tipico di alcune grandissime città, quell'indefinibile esaltazione tanto personale quanto complessa, che a Parigi ad esempio non ho avvertito, mentre a Tokyo al contrario sento in maniera quasi dolorosa: una gioia di vivere folle, un'ubriachezza d'amore. 
Londra fa girare la testa, vertigini di meraviglia di chi ingrigita dentro non lo è mai stata, tanto piena di persone e di diversità da essere vibrante. Una città multicolor, non solo nelle tinte ma anche nell'immensa capacità di accogliere e assimilare, di far proprio il serio e l'assurdo, la bellezza e la bontà dell'estraneo. 
Una città grigio fumo d'altronde non permetterebbe mai ad enormi draghi, angeli gotici e scorpioni argentei di posarsi sulle facciate dei suoi palazzi, a robot lucenti alti parecchi metri di presidiare l'entrata di negozi, a variopinti oggetti spaiati e a mode bizzarre di invadere le proprie strade, pretenderebbe ordine e a Londra l'ordine è solo apparente, come uno di quei laghetti piatti abitati, sotto la superficie, da una miriade di carpe koi che si agitano con i loro corpi sgargianti in cerca di cibo ... 

giovedì 24 novembre 2016

La storia di come sono finita a cucinare gyoza fatti a mano, carbonara e a fare catechismo in Giappone contro la mia volontà ( WHY JAPAN? )































Devo dirlo, tra le tante storie strambe della mia vita giapponese questa si posiziona quasi alla pari di quella volta in cui dei tizi volevano abbordarci ricordando i fasti dell'amicizia Italia-Giappone durante la seconda guerra mondiale (true story ahimè).
Ma, studiosi di storia incompresi a parte, siamo qui per parlare di pasta (quella giapponese e quella italiana) e di misteri della fede, riguardo ai quali per credere non è necessario vedere ma sicuramente dà una mano il viverli in prima persona.

Perché a Tokyo, dove shintoismo e buddhismo la fan da padrone, io sono capace di finire a fare catechismo contro la mia volontà.
Perché a Tokyo quando io e Ale (che lei da buona romana: "la carbonara è una questione di orgoglio") prepariamo gli spaghetti alla carbonara vendendo un rene per comprare della vera pancetta, del vero parmigiano e la pasta De Cecco ci sentiamo dire: "e gli spinaci?"
A Tokyo, proprio quella Tokyo, se preghi poi ti piovono addosso gyoza (e dico letteralmente).
Se tutto questo vi sembra impossibile, ve lo assicuro, è solo perché ancora non avete letto questo mio racconto ...

venerdì 11 novembre 2016

12 giorni in Scozia, Thurso e Whaligoe Steps ~ la Scozia di cui nessuno ti parla


~ itinerario di 12 giorni in Scozia: day 8 ~


Salgo nuovamente sul bus giallo e blu della Citylink, ormai quasi mi sento a casa su questi bus sgargianti che solcano le strade della Scozia in ogni direzione, tra un po' potrò mettere una targhetta con un bel "proprietà privata" su un sedile a mia scelta.
La meta questa volta è la fine della Scozia, il confine ultimo (isole escluse) di questa terra, la città di Thurso che sebbene da queste parti sia il centro abitato più grande è in realtà davvero piccolina, poco più di 7000 abitanti, poco da vedere e spiagge affacciate su un mare gelido e ventoso.
Non ha la fama né la ricchezza di Glasgow.
Non ha la bellezza né la gioia di vivere di Edimburgo.
Beh, a questo punto potreste legittimamente chiedervi: "ma allora tu che ci sei andata a fare?".
Sebbene si parli pochissimo di Thurso o dei Whaligoe Steps e della zona in generale a questa domanda in realtà posso rispondere con ESTREMA facilità...

martedì 1 novembre 2016

Magica Budapest notturna: dove trovare i migliori ristoranti e locali



~ itinerario di 1 settimana in Ungheria: day 1 ~



























Le luci, mille lampadine colorate che danzano da una parte all'altra del soffitto, è questa la prima meravigliosa immagine che ho di Budapest.
La capitale ungherese la scopro innanzitutto al calar della sera, posate le valigie nel piccolo appartamento in una via diroccata, in un palazzo ancora più mal messo.
Scorro con gli occhi il mio itinerario, davanti spunta il nome del Quartiere Ebraico.
Forse non c'è modo migliore per fare conoscenza con questa città che partire proprio da questo insospettabile quartiere.
E' grazie a lui che sbatto subito la faccia contro un'innegabile verità (forse anche un pelo inaspettata): Budapest è magica e qui tra lucine, lanterne cinesi, insegne anni 50, graffiti, vecchie locandine di film, una vera e propria accozzaglia ordinata di oggetti raccolti direttamente dal Paese delle Meraviglie, dà il suo meglio, rivela uno dei lati più meravigliosi di sé...

venerdì 14 ottobre 2016

Lo spirito dei Matsuri in Giappone e il Bon Odori: lavare via gli affanni, portare il buonumore































L'estate giapponese è puntinata di Matsuri, i festival tradizionali in cui le strade si riempono di banchetti di street food, lanterne, processioni di mikoshi (le portantine legate allo shintoismo) appoggiati sulle spalle di uomini in abiti tradizionali.
C'è chi canta e balla in mezzo alla strada, lo sfarfallio di ventagli, il clac clac di musica antica, ragazze e ragazzi in yukata, il suono di taiko battuti da piccoli palchi che sembrano torrette.
E' un'atmosfera, quella dei Matsuri, tutta giapponese, così particolare e straordinaria, così tangibile da gettare il buonumore su tutto ciò che tocca, se la osservo, me ne rendo conto, rende le persone e la città sfavillanti.

Anche in una metropoli come Tokyo i Matsuri sfumano la routine, strappano risate, fanno vivere il momento in tutta la sua condivisione, perché per i giapponesi i Matsuri sono anche questo, attimi di comunità perfino nell'immensità di cemento, grattacieli e strade che è la capitale.
Dove talvolta è difficile incontrarsi, conoscersi, vivere il piccolo, il Matsuri riappacifica.
Nemmeno un quartiere come Shibuya, in cui la folla e la frenesia non si quietano mai, sfugge alla legge del Matsuri e capita, mentre sto facendo shopping al secondo piano di Forever21, che una musica tradizionale invada le strade del quartiere, tanto da farmi affacciare alle vetrate e scoprire così un coloratissimo corteo in festa.
E' paradossale come la tradizione si appropri di spazi fatti di neon e grandi schermi, negozi alla moda e traffico perenne, eppure...
E' lo spirito dei Matsuri, la festa anche dove vivere è complesso, perché ci si beve su, perché si mangia del buon cibo, perché si è assieme, si intona un canto che racconta di altri tempi, si balla in cerchio per il Bon Odori (un tipo di danza tradizionale collegata all'Obon) mimando la vita di campagna.
E' qualcosa che scoperchia i buoni sentimenti, li spalma ben benino in ogni direzione.

venerdì 16 settembre 2016

#seamysardinia: 7 luoghi in Sardegna che ti faranno sognare


























#seamysardinia è un progetto che nasce dalla mia voglia di approcciarmi alla Sardegna con un atteggiamento tutto nuovo, con rinnovata meraviglia. Di guardare quest'isola fatta di mare e entroterra mozzafiato con occhi diversi. 
Ho rapporti di lunga, lunghissima data, si può dire che ci conosciamo da una vita io e lei, e davvero non esagererei. 
I miei nonni sono sardi e la Sardegna è stata meta delle mie vacanze estive fin da quando ne ho memoria in pratica. Niente di cui lamentarsi insomma, è una meta fantastica, soprattutto d'estate, quando è piena di vita, caldo, colori. Eppure proprio questo continuo andarci, tanto da considerarla normale, quasi quotidiana e banale, non mi ha mai permesso di apprezzarla come avrei dovuto, né di osservarla con uno sguardo sinceramente meravigliato.
Non che prima non la trovassi bella o interessante, la Sardegna è bellissima senza ombra di dubbio, senza il minimo sbaglio, semplicemente non le ho mai permesso di raggiungermi davvero.
Sì, lo so, sto già camminando in ginocchio sui ceci da sola per non averla apprezzata prima, ma faccio pur sempre in tempo a rimediare, no?
Così quest'estate è stata L'ESTATE, quella in cui mi sono detta: "Bene, Stefania è giunto il momento, ribalta la tua prospettiva".
Ed ecco che nella mia mente è lievitata piano piano l'idea di #seamysardinia, sea che è il mare sardo, ma che ha anche la stessa pronuncia di see/vedere. 
Perché quello che volevo fare durante questa estate era vedere la Sardegna, vederla veramente, scoprirla e imparare ad amarla, non semplicemente subirla, farla mia a modo mio e soprattutto stupirmi, venire conquistata...

lunedì 5 settembre 2016

Prossima Fermata: 12 giorni in Scozia, Inverness e Loch Ness ~ alla ricerca di Nessie


~ itinerario di 12 giorni in Scozia: day 7 ~























Settimo giorno in Scozia, oggi accompagnata come sempre dal mio buon Citylink giallo e blu, arrivo a Inverness e devio poi quasi subito verso il Lago di Loch Ness alla ricerca del famigerato Nessie.
Sarò riuscita a vedere il mostro verde che infesta il lago? (e che in realtà tutti i peluches allo shop presentano come una cosina pucciosa, dotata di occhioni alla Bambi e cappellino scozzese).
Io gli occhi li tengo ben aperti, ma intanto di tipicamente scozzese avvisto solo un cornamusaro rosso come un peperone che suona instancabile tra le mura del castello, si fa quel che si può insomma ...


martedì 23 agosto 2016

Prossima Fermata: Miyajima e il tempio che fluttua sull'acqua


~ itinerario di una settimana: day 7 ~






























Intravedo già da lontano la magia di Miyajima, si arriva con il traghetto e pian piano si mangia con gli occhi il suo tempio galleggiante abbracciato dalla maree. E' una sorsata abbondante di bellezza, di rosso e montagne verdi a coprire l'orizzonte,
E' la tappa della riconciliazione, necessaria dopo il Parco della Pace di Hiroshima, che è un pieno di comprensione profonda, tanto pesante quanto importante,
E se Hiroshima, visitata la mattina della stessa giornata, è stato il mio groppo in gola voluto e cercato, Miyajima, l'isola appoggiata di fronte alla città, è ricerca di distensione.
Ho voluto vedere le brutture dell'essere umano e poi ritrovarne la capacità di creare bellezza...


sabato 6 agosto 2016

Prossima Fermata: Hiroshima mai più, in tutte le lingue del mondo


~ itinerario di una settimana: day 7 ~





























Ci spostiamo verso le ultime due tappe del viaggio, scendendo verso il sud del Giappone: Hiroshima e Miyajima, gli ultimi colpi al cuore prima di tornare alla vita quotidiana a Tokyo, alla scuola, allo studio, alla spesa al mio amato Inageya.
Hiroshima è stata per me una città per apprendere, al di là dei libri di scuola, al di là del sentito dire.
Ed è stata l'importanza di vedere con i propri occhi, di capire a un livello più profondo.                     Nel cuore sventrato dell'A-Bomb Dome e tra i documenti e reperti del museo, nel verde del Parco della Pace e tra le file di origami colorati ...

domenica 31 luglio 2016

Prossima Fermata: 12 giorni in Scozia, Aberdeen e Dunotter Castle ~ alla scoperta delle scogliere scozzesi


~ itinerario di 12 giorni in Scozia: day 6 ~




























Lascio la vivace Edimburgo per dirigermi a nord, da qui in poi il viaggio sarà una salita verso la punta estrema della Scozia. Verso terre più verdi, ampi spazi fatti di vento e mare, pochi uomini, molta natura (e tante tante pecore).
Nei dintorni di Aberdeen ho il primo abbondante assaggio di quella che è la Scozia più profonda, non ancora totale, ma già ben presente nei lunghi tratti di strada in cui le case puntinano rade l'orizzonte.
E' il pullman che mi permette uno sguardo d'eccezione, dall'alto dei gialli citylink, scruto per la prima prima volta la solitaria, immensa bellezza dei paesaggi scozzesi...


giovedì 21 luglio 2016

Prossima Fermata: Kyoto parte 3.2 ~ Nara, tra i cervi e le luci dell'obon


~ itinerario di una settimana: day 6 ~




Ultima mezza giornata a Kyoto e ne approfitto per immergermi ancora in quel Giappone tradizionale così sognato, così intensamente vissuto e sperimentato durante questa lunga settimana di viaggio.
La concedo tutta a Nara, conservata appositamente per questo ultimo giorno speciale, perchè viaggio dopo viaggio, siamo ormai nel fulcro dei festeggiamenti dell'Obon, la festa con cui in Giappone si onorano gli spiriti dei defunti e la città di Nara sta per riempirsi di lanterne...

(la prima parte della giornata la trovate invece raccontata in questo articolo Fushimi Inari, Pontocho,Sanjusangendo)


mercoledì 22 giugno 2016

Gli 11 migliori ristoranti di vera cucina orientale a Torino: Giappone, Cina, Corea, Thailandia, Vietnam, India






























Da buona amante della cucina non solo giapponese ma orientale in generale sono sempre alla ricerca di nuovi posticini in cui poter mangiare in Italia piatti delle diverse cucine asiatiche preparati nella maniera più autentica possibile, in modo da poter ritrovare anche a casa i sapori dei Paesi in cui quei piatti sono nati.
Scovare ristoranti che propongano una cucina autentica, senza strane modifiche dettate dal gusto italiano, non è facilissimo, ma neanche impossibile.
Basta armarsi di coraggio ed entrare anche in posti dall'apparenza più o meno losca, sperimentare e avventurarsi senza rimpianti (io sono viva e vegeta e la bontà è assicurata).

Se anche voi amate la cucina orientale e volete ritrovare in Italia i sapori di cui avete nostalgia o sperimentare nuove deliziose cucine questo è sicuramente il post che fa per voi,
vi propongo quindi una lista di 11 ristoranti sperimentati dalla sottoscritta con le migliori cucine asiatiche di Torino ...

martedì 31 maggio 2016

Prossima Fermata: 12 giorni in Scozia, Edimburgo ~ le atmosfere di Harry Potter


~ itinerario di 12 giorni in Scozia: day 3, 4 & 5 ~




























Al contrario di Glasgow, Edimburgo è una città piena, non caotica, ma febbricitante di vita,
agghindata di persone.
E' una città colorata, calda, fatta di mattoncini bruni del colore della terra arsa dal sole, è una città della quale pensi "qui ci vivrei e ci vivrei bene".
E' piccolina ma accogliente, piccolina ma movimentata, ti lascia addosso un pò quel suo sapore antico, delle tante piccole cose meravigliose che custodisce, un pò del suo verde e soprattutto la sua gioia di vivere ...

giovedì 31 marzo 2016

Dormitorio Akamonkai VS Share House ~ studiare giapponese in Giappone e trovare casa


Nippori: il carinissimo quartiere in cui vivevo



Una volta presa la decisione di andare a studiare in Giappone tocca l'increscioso compito di trovare un posto in cui vivere (ebbene sì, vivere sotto i ponti non è contemplato, bisogna sganciare i big money e cercare casa)
(N.B: della scelta della scuola parlo in questo post → Studiare all'Akamonkai: studiare giapponese in Giappone ).

In questo post quindi voglio parlarvi proprio di come uno studente possa trovare casa a Tokyo (o in altre città giapponesi dato che il procedimento è più o meno lo stesso).
Nello specifico parleremo di Dormitorio e Share House, che sono le due tipologie di abitazione di cui io e Ale abbiamo esperienza diretta ....